TECNOLOGIA EUROPEA PER IL NUOVO SUPERCOMPUTER LEONARDO

exanest prototipo 2019

Annunciata ieri, nel corso di un incontro online aperto ai media, l’assegnazione dell’appalto per la fornitura dei componenti tecnologici di Leonardo, il nuovo supercomputer ad altissime prestazioni che sarà installatonel 2021 presso il Tecnopolo di Bologna, all’azienda europea Atos. Il calcolatore, il cui utilizzo si tradurrà in grandi opportunità per molti settori della ricerca scientifica, rappresenterà uno dei nodi di una rete europea di calcolo distribuito che prenderà forma nei prossimi anni. Responsabile della gestione di Leonardo, nonché ideatore del sistema, il consorzio Cineca, in collaborazione con l’INFN e la Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (SISSA) e con il supporto del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (Miur) e della Regione Emilia Romagna.

Leonardo, la cui costruzione è stata approvata nel giugno dello scorso anno da parte dell’European High Performance Computing Joint Undertaking, organo europeo volto a promuovere lo sviluppo di una rete di supercomputer, saràcaratterizzato da elevate prestazioni, potendo svolgere quasi 250 miliardi operazioni al secondo (250 petaFlop). Una capacità 10 volte superiore a quella dell’attuale calcolatore Marconi100 a disposizione di Cineca. Il progetto rientra nell’ambito della prima fase dell’iniziativa EuroHPC, che mira a realizzare una delle più performanti infrastrutture di calcolo esistenti grazie all’installazione di tre elaboratori di classe pre-exascale in altrettante città europee. Oltre ai 120 milioni stanziati dalla Commissione Europea, Leonardo usufruirà di altri 120 milioni messi a disposizione dal Miur. Un impegno che dimostra come il calcolo ad alta velocità sia diventato uno dei settori considerati strategici per la crescita scientifica e non solo. “L’Italia crede fortemente nella strategia Europea del calcolo ad alte prestazioni”, ha commentato il Ministro dell’Università e della ricerca, Gaetano Manfredi intervenuto con un videomessaggio, “ed è stata uno dei partner fondatori dell’iniziativa. Ci troviamo in un momento molto importante di definizione del futuro della ricerca italiana, in cui gli investimenti in infrastrutture rappresentano uno degli asset fondamentali. Anche nel piano nazionale per la ricerca, che sta per essere emanato, il ruolo del calcolo ad alte prestazioni è centrale, insieme all’integrazione di quest’ultimo con tutte quelle che sono le tecnologie sfidanti del digitale, dall’intelligenza artificiale alla cyber security e con gli obiettivi europei”.

Le ricadute positive che deriveranno dalla possibilità di sfruttare le capacità di calcolo di Leonardo non riguarderanno tuttavia i soli campi della ricerca applicata, ma garantiranno anche importanti vantaggi nella ricerca fondamentale “L’INFN”, ha spiegato il Presidente Antonio Zoccoli, “che è uno dei partner del progetto, ha una lunga tradizione nel del settore dell’elaborazione dati. Va infatti ricordato l’uso di dei calcolatori ad alte prestazioni nella scoperta del Bosone di Higgs al Cern, dove l’istituto gioca un ruolo di primo piano, e soprattutto il loro importante contributo negli studi di fisica teorica. Sin dagli anni ’80, l’INFN ha lavorato in questo campo con iniziative come il progetto APE , con il quale ha realizzato uno dei primi sistemi di calcolo in parallelo, e con il lungo rapporto di collaborazione con il Cineca. Penso inoltre che vada sottolineato come Leonardo rappresenti il frutto di una collaborazione molto stretta tra diverse istituzioni italiane, Cineca, in primis, ma anche INFN e SISSA, che sono enti di ricerca e quindi utenti di questa infrastruttura di calcolo. Tutto questo non sarebbe stato però possibile senza il supporto del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (Miur) e della Regione Emilia Romagna. Mettendo insieme questi cinque attori italiani e stato quindi possibile raggiungere questo risultato. Vorrei infine sottolineareil ruolo trainate dell’Europa, senza la quale questa infrastruttura non potrebbe esistere, un’infrastruttura che sarà unica nel mondo e che creerà un ecosistema in Italia per il calcolo ad alte prestazioni, permettendo alla nostra comunità scientifica di svolgere un ruolo da protagonista in questo settore. Un passo quindi molto importante, a cui spero ne seguiranno altri, fino magari a vedere installato a Bologna un computer quantistico.”  

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